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Pasta con cipolla rossa in agrodolce, pistacchi e pinoli

Quando il pistacchio di Bronte incontra la cipolla rossa di Tropea può nascere un condimento semplice ma buonissimo per un piatto di pasta veloce, di quelli da preparare all'ultimo momento. E con un prodotto pronto di ottima qualità non c'è da versare nemmeno una lacrima, basta mettere una padella sul fuoco a fiamma bassissima e fare in modo che le cipolle cedano il loro sapore all'olio. Poi c'è bisogno di una pasta artigianale italiana prodotta con le migliori materie prime, essiccata a bassa temperatura affinché non si perdano gli elementi essenziali. Che altro? Ah, sì... un po' di basilico, una manciata di pinoli, una spolverata di parmigiano, et voilà: il pranzo "made in Italy" è servito!
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Omelette con asparagi e crema di tonno all'arancia

Quando si ha poco tempo per cucinare, le uova possono venire in soccorso con tante gustose ricette che spaziano dall'antipasto fino al dolce. Strapazzate, alla coque, in camicia, sode, e chi più ne ha più ne metta. In padella la loro cottura è velocissima, che si tratti di frittata, crêpe oppure omelette. E già, perché queste tre pietanze non sono assolutamente la stessa cosa, ma presentano delle differenze sostanziali, sia negli ingredienti che nelle modalità di preparazione. 
In breve: 
- nella frittata possono essere aggiunti tantissimi altri ingredienti, che generalmente vengono mescolati insieme alle uova prima della cottura; quest'ultima può avvenire in padella o in forno, ma sempre su entrambi i lati (perciò, a metà cottura bisogna sempre "girare la frittata" :-D ); 
- la crêpe è un composto di uova, farina e latte e deve essere cotta in padella in maniera sottilissima, sempre rigirando a metà cottura; 
- l'omelette invece è un battuto di uova, sale e pepe da cuocere in padella su un solo lato, lasciando la parte superiore non completamente rappresa e ripiegandola su se stessa, a mezzaluna oppure "a tre" (in questo caso si va a formare una specie di rotolo); l'eventuale ripieno va aggiunto subito prima di ripiegarla.
Pertanto una omelette preparata ad arte rimane umida e leggermente cremosa al suo interno.
Questa che vi propongo non è "la solita frittata". Sebbene semplice e veloce, è anche sfiziosa e tanto ricca di gusto.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/crepes.html

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Risotto alla nduja di Spilinga con melanzane e pecorino

Il risotto è un grande classico della cucina tradizionale italiana e, anche se forse è più diffuso nelle regioni settentrionali della nostra penisola, si presta a talmente tante varianti da poter essere definito un piatto estremamente delicato fino a diventare un piatto decisamente corposo e consistente, a seconda degli ingredienti utilizzati. Premesso che io lo adoro in tutte le versioni e, come si suol dire, in tutte le salse, da buona calabrese mi sono cimentata in una versione tipicamente meridionale, utilizzando prodotti del mio territorio. Credo che la nduja non abbia bisogno di presentazioni (in ogni caso, per chi desideri approfondire, ne ho parlato ampiamente nel mio precedente post del pane con nduja): il suo sapore unico e inconfondibile caratterizza questo risotto realizzato con pochi altri ingredienti. Se anche voi amate quel "piccante al punto giusto" tipico del peperoncino di Calabria, provate questa ricetta, la apprezzerete sicuramente. 
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Mini sbrisolone integrali con pere e Nocciolata (senza latte)

Con il termine sbrisolona (o sbrisolina, o sbriciolata) oggi identifichiamo tutte quelle torte che hanno una particolare consistenza irregolare dovuta al metodo di preparazione: dopo aver lavorato insieme gli ingredienti con la punta delle dita bisogna scomporre l'impasto e sbriciolarlo (deve risultare grumoso); a cottura ultimata, la torta deve inoltre mantenere quella tipica friabilità che la caratterizza. In realtà la sbrisolona, dolce storico del nord dell'Italia di origine mantovana, ha una ricetta tradizionale che prevede un mix di farina bianca mista a farina di mais, a cui i contadini anticamente univano lo strutto insieme alle nocciole tritate di provenienza locale. Ma col passare del tempo la maggiore disponibilità di prodotti come zucchero, mandorle, burro, vaniglia ecc. ha portato a vari rifacimenti della ricetta originale. 
Queste piccole tortine a base di farina integrale (rigorosamente macinata a pietra) che qui vi propongo si preparano in pochissimo tempo. Anche gli intolleranti al lattosio possono gustarle, grazie alla nuova Nocciolata di Rigoni di Asiago: biologica, senza glutine, senza olio di palma e oggi anche nella versione senza latte, con una percentuale di cacao superiore a quella della Nocciolata classica che conferisce un gusto più intenso di cioccolato.
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Patate mpacchiuse

Le patate 'mpacchiuse (o 'mbacchiuse) non sono una semplice pietanza bensì una vera e propria istituzione per chi è cosentino come me. La preparazione è relativamente facile, ma... per ottenere le vere, gustosissime ed inimitabili patate mpacchiuse c'è bisogno prima di tutto di "lei": la Patata della Sila. Riconosciuta prodotto IGP dall'Unione Europea nel 2010, viene coltivata su questo bellissimo altopiano calabrese circondato dalle province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, dove la ricchezza di potassio del terreno e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte favoriscono l'aumento degli zuccheri in un prodotto che, oltre alla buccia spessa e alla polpa ben soda, presenta livelli di sostanza secca molto più elevati, quindi una migliore attitudine alla frittura, nonché un sapore tipico più marcato rispetto alle patate provenienti da altri territori.
Particolarmente rinomata anche nei mercati della Sicilia, della Puglia e della Campania, grazie alla sua capacità di conservazione la patata della Sila è storicamente molto utilizzata per le provviste invernali, in quanto mantiene a lungo le proprie caratteristiche organolettiche. 
A differenza delle classiche patatine fritte, che vanno cotte in abbondante olio e rigirate abbastanza spesso, le patate mpacchiuse devono cuocere in pochissimo olio e vanno girate una sola volta, in modo da farle attaccare bene tra di loro ('mpacchiuse infatti significa proprio attaccate, appiccicate). Devono restare morbide all'interno e risultare dorate all'esterno. Bisogna quindi cuocerle a fuoco moderato, per evitare che invece di mpacchiuse diventino "abbrittate" (traduzione dal dialetto cosentino: abbrittate = bruciate).
Grandissima importanza riveste anche l’olio, parte integrante del sapore di questo piatto: il consiglio è quello di utilizzare un olio delicatamente fruttato e con un sapore dolce-piccante (meglio se calabrese, naturalmente...).
Le patate mpacchiuse sono solitamente presentate come contorno, ma possono essere gustate anche come antipasto, vengono proposte spesso nei ristoranti tipici delle mie zone e servite insieme a salumi e formaggi calabresi. Questa è la versione più semplice, quella che mi piace di più, preparata soltanto con patate, olio e sale, ma non è raro che venga aggiunta la cipolla di Tropea, come pure pancetta, funghi, salsiccia, peperoni, con o senza il peperoncino piccante. 

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