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Filetto di maialino nero al ribes

La scelta del maialino nero non è casuale. Il filetto, che sia di bovino ma anche di suino o di altro animale, è sicuramente un taglio di carne pregiato. A me piace cucinarlo nel modo più semplice possibile e, trattandosi di carne di maiale, cerco di fare in modo che risulti ben cotta ma al tempo stesso che rimanga tenerissima. E questo col suino nero riesce molto bene. E poi, il fatto di poter degustare un prodotto locale e tradizionale consente sicuramente di prendere le distanze da quell'omologazione dei sapori che le regole commerciali ci hanno imposto negli ultimi anni.
Ma ovviamente se non avete modo di reperire il suino nero potete realizzare questa ricetta anche con un altro tipo di carne di maiale.
Allevato da secoli nell'intera regione, il Nero di Calabria appartiene al gruppo delle razze suine autoctone italiane. L’origine di questo particolare maiale calabrese è tuttora incerta: si presume che discenda direttamente dai maiali iberici, ipotesi attendibile giacché la Calabria come il resto del Sud Italia è stata per lungo tempo sotto il dominio spagnolo; ma potrebbe anche derivare dal ceppo pugliese, a sua volta derivante dal Nero Casertano, diffuso in tutta l’area che ha costituito per lungo tempo il Regno di Napoli.
A differenza di altre razze il maiale nero è più lento nella crescita e poco prolifico, e necessita di vivere allo stato brado o semi-brado, cibandosi di ghiande, castagne, tuberi e radici che trova nelle aree boschive in cui viene allevato. Nel XX secolo l'arrivo dei maiali rosa, che "rendono" molto di più e possono essere allevati al chiuso in maniera intensiva, ha causato inesorabilmente un declino dell’allevamento del Nero, al punto che durante gli anni '70 se ne è rischiata addirittura l'estinzione.
Oggi per fortuna è in corso un'azione sempre più massiccia di salvaguardia della razza e, grazie alla tenacia e alla passione di molti allevatori, il Nero di Calabria sta vivendo un periodo di pieno recupero. La sua carne, magra e di ottima qualità, altamente nutriente e ricca di Omega 3, viene solitamente trasformata in prodotti tipici della salumeria calabrese: prosciutto, capocollo, pancetta, lardo, salsiccia e soppressata. Ma naturalmente viene anche destinata al consumo diretto e non soltanto alla produzione di salumi.
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Crema al latte di mandorle e caffè (senza uova)

La crema al latte di mandorla è una preparazione di base da cui si può partire per realizzare tanti tipi di creme utilizzando un latte alternativo a quello vaccino. Si presta infatti a tantissime varianti, è molto facile, è veloce, è ideale per farcire torte e pasticcini ma anche da servire come dolce al cucchiaio. Senza uova, senza glutine, senza lattosio, è adatta agli intolleranti ma anche a chi segue un'alimentazione vegetariana e vegana e non vuole rinunciare al piacere di gustare una buona crema. Qui vi propongo una versione al caffè, con pochi ingredienti e tanto aroma. 
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Insalata di riso con salmone, zucchine e limone

L'insalata di riso è il piatto unico che domina le tavole estive degli italiani, ottimo da portare in spiaggia o per un picnic all'aperto, per cene raffinate o per un pranzo veloce, specialmente quando fa molto caldo. 
Gli ingredienti? Il primo naturalmente è il riso, che sia bianco, nero o rosso; se vi piace, il più consigliato è il parboiled (dall'inglese partially boiled = parzialmente bollito), il riso che "non scuoce" perché viene preventivamente sottoposto ad un trattamento specifico che ne salvaguarda il contenuto di vitamine e sali minerali e gli consente di rimanere sempre al dente. E poi ... la fantasia! 
Cucinare un'insalata di riso è facile, è comodo perché si può preparare in anticipo, è divertente perché si presta a tante varianti gustose e colorate. Le regole da tener presenti sono poche ma essenziali: utilizzare materie prime di ottima qualità; non esagerare con gli ingredienti da aggiungere, per non mescolare troppi sapori; servirla fresca o a temperatura ambiente, e non fredda di frigorifero. In questo modo la vostra insalata di riso sarà sempre sfiziosa, leggera e sana allo stesso tempo.

E visto che siamo in tema, vi segnalo l'iniziativa del mese di Cucinare Meglio sulla propria pagina Facebook:
Che cosa ci mettete per renderla davvero speciale? Postate qui le vostre ricette e quella che sarà piaciuta di più vedrà il suo autore diventare blogger del mese


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Linguine con cicoria, fonduta di formaggi e peperoni cruschi

 
La pasta con la cicoria potrebbe sembrare una preparazione più adatta all'inverno, sotto forma di minestra, e invece in versione asciutta è perfetta da assaporare anche nella stagione calda. La cicoria è un'erba dal gusto amarognolo, utilizzata frequentemente in cucina sia cruda che cotta. Ha proprietà disintossicanti: le sostanze attive contenute nelle sue foglie depurano fegato e reni e svolgono azione lassativa. Quella selvatica cresce spontaneamente e abbondantemente nei campi, prediligendo i terreni asciutti ma, come avevo già riportato in un mio precedente post (vedi ricetta Cicoria e patate in tortino ), alla famiglia delle cicorie appartengono anche tante altre varietà coltivate, caratterizzate dal sapore più o meno amarognolo, come le indivie, le scarole, i radicchi. Tutte hanno proprietà sgonfianti e un apporto calorico bassissimo.
In questa ricetta ho aggiunto una falda di peperone crusco per dare colore e sapore (i peperoni cruschi sono dei tipici peperoni di forma allungata che vengono disposti uno accanto all'altro a formare delle caratteristiche collane, tramite un filo di cotone che li unisce dal picciolo, e vengono fatti essiccare al sole; costituiscono una conserva per l'inverno e in genere si consumano dopo averli gettati in olio caldo e poi sgocciolati). 
A completamento del piatto c'è poi l'aggiunta di una manciata di pinoli, di pane tostato e di una base cremosa di formaggi. Ringrazio per l'idea un caro amico di famiglia che qualche sera fa mi ha dato modo di gustare i suoi spaghetti preparati in questo modo: Ed io ho replicato, seppur con qualche piccola variazione ...
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Crostata crema e amarene

La crostata con crema pasticcera è un dolce classico e sempre molto gradito, c'è però differenza sul tipo di crema da utilizzare a seconda che si debba mettere dopo la cottura della frolla oppure che debba andare in forno insieme alla frolla, e quindi subire una seconda cottura. In quest'ultimo caso infatti la crema deve essere più zuccherina e contenere più grassi, in modo da rimanere più stabile. 
L'abbinamento crema e amarene è uno dei miei preferiti. Un guscio croccante di pasta frolla racchiude il ripieno di crema pasticcera arricchita dalle amarene in sciroppo: un dolce davvero semplice da realizzare e che riscuote sempre tanto successo.
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