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Pomodori ripieni di riso

Ricetta decisamente estiva, quella dei pomodori ripieni: freddi o al forno (per chi ha il coraggio di accenderlo), sono sempre un grande classico della stagione calda. I pomodori stanno bene con tantissimi ingredienti, dai cereali alla carne, dal pesce alle uova fino alle verdure. Le idee per il ripieno possiamo trovarle anche con ciò che abbiamo in casa al momento e possiamo gustarli sia a pranzo che a cena, come antipasto, secondo piatto, contorno o piatto unico, a seconda di quello che ci mettiamo dentro. Oggi ve li propongo in versione fredda e ripieni di riso, facili e anche un po' banali se vogliamo. La particolarità è che qui ho usato il Kumato®. 

Dopo anni di ricerche condotte dalla società sementiera Syngenta Seeds, questo tipo di pomodoro, è il risultato di migliaia di incroci tra diverse varietà. Assomiglia quasi ad un frutto esotico e il colore intenso tra il marrone scuro e il verde dorato può far pensare che sia l'oggetto di qualche strana manipolazione genetica; invece è un ortaggio sano e naturale e non è assolutamente un prodotto OGM. 
Per coltivare i pomodori Kumato® i produttori devono essere in possesso di un'apposita licenza rilasciata dalla Syngenta, che provvede a selezionarli accuratamente e controlla che essi seguano severi protocolli: la coltivazione deve avvenire nelle condizioni climatiche ideali per il prodotto; il trattamento, l’imballaggio, lo stoccaggio e il trasporto devono essere eseguiti in aree che presentino condizioni di igiene e temperatura controllate, rispettando le norme internazionali di sanità negli impianti industriali; i frutti devono maturare sempre sulla pianta, seguendo un processo che va dall'interno all'esterno. 
L'aspetto naturale evolve quindi dal marrone scuro al verde dorato fino al rosso intenso, dando come risultato dei pomodori dalla consistenza compatta e con un alto contenuto di fruttosio. La loro pelle è spessa e consistente, così come la polpa, succosa e con un sapore incredibilmente gustoso. A differenza del pomodoro comune, il Kumato® può essere consumato a qualunque stadio di colore. Quando la sua buccia è marrone scuro è un ingrediente perfetto per insalate e sandwiches, ovvero per essere consumato crudo; quando la buccia evolve verso il rosso invece è già molto maturo e si presta meglio alla cottura.

Tutto ciò che siamo abituati a fare con i tradizionali pomodori rossi possiamo farlo ugualmente con quelli marroni, c'è da dire però che sul mercato questi ultimi hanno un prezzo più alto, proprio in virtù di quanto detto finora.

Il Kumato® non va confuso con il Nero di Crimea, anch'esso di colore molto scuro, né con la varietà Sun Black™ che presenta una colorazione viola-nera, totalmente diversa sia da quella del Kumato® che da quella del Nero di Crimea; inoltre nel Sun Black™ la pigmentazione particolare interessa solo la buccia mentre all'interno il pomodoro mantiene il normale colore rosso; il Kumato® invece è scuro anche nella polpa.
Il pomodoro Kumato® esiste anche in versione ciliegia: il Mini Kumato® ha le stesse caratteristiche, riportate in dimensioni più piccole.

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Smoothie banane e lamponi con latte di cocco

Freschi, dissetanti e senza troppe calorie. Sono preparazioni che ci consentono di introdurre nel nostro corpo alimenti sani sotto forma liquida. Anni fa si parlava semplicemente di frullati, oggi queste bevande sono conosciute con nomi diversi. A volte si fa anche un po' di confusione, ma in linea di massima possiamo dire che:
- il frullato si prepara con frutta fresca, acqua o latte e può essere dolcificato a piacere, con zucchero o miele;
- il frappè è una preparazione simile al frullato ma in più fra i suoi ingredienti c'è il gelato;
- lo smoothie si prepara partendo sempre dal frullato ma utilizzando latte vegetale e/o yogurt ed è caratterizzato da una maggiore cremosità (il termine inglese smooth tradotto in italiano significa liscio, morbido, levigato);
- il milkshake è invece un frappè arricchito spesso con panna, cioccolato e frutta secca ed è quindi molto calorico;
- il centrifugato è un succo ottenuto con un'apposita apparecchiatura, la centrifuga, che però va a surriscaldare gli alimenti inseriti, causando una notevole perdita dei vari principi nutritivi;
- l'estratto si ottiene utilizzando una diversa apparecchiatura, l'estrattore, che separa il succo dalla polpa e dalla buccia ma senza surriscaldare, per cui rispetto alla centrifuga mantiene molte proprietà (vitamine, minerali, enzimi ed antiossidanti)  ma causa comunque la perdita parziale o totale delle fibre contenute negli alimenti.
Sebbene mangiare frutta e verdura in forma solida sia sempre la soluzione migliore, i mix sotto forma liquida sono una buona alternativa per raggiungere giornalmente le 5 porzioni raccomandate dai nutrizionisti. 
Oggi noi di Light and Tasty vogliamo darvi qualche suggerimento per preparare 
frullati e smoothies
ideali con la stagione calda, anche per chi non ha mai abbastanza tempo per preparare colazioni, merende e spuntini home made.
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Insalata estiva con zucchine e cipolla di Tropea

Che cosa c'è di più buono e rinfrescante di una bella insalata estiva nella stagione calda? Facili da preparare, versatili, gustose e salutari, soprattutto quando scegliamo ingredienti leggeri e di stagione e i condimenti adatti, le insalate vengono servite come antipasto o contorno, ma opportunamente completate diventano un apprezzato piatto unico.
L’estate è praticamente arrivata, e con lei l'esigenza di preparare cibi veloci e light per non appesantirsi troppo durante le giornate particolarmente afose. Le classiche insalate estive hanno come ingrediente principe le verdure in foglia, prima fra tutte la lattuga, e vengono arricchite con altri ortaggi crudi per formare ricche insalate miste. Secondo la tradizione italiana poi nel condimento non possono mancare olio e sale, ma per insaporire il piatto si aggiungono spesso altri ingredienti, come aceto, succo di limone, pepe, yogurt e varie salse dressing
Ma l'insalata non è fatta solo di verdure e ortaggi. Cereali, carne, pesce, formaggi, legumi, frutta secca e anche frutta fresca: tutto può essere utilizzato per creare delle fantasiose e deliziose insalatone, perfette anche per essere trasportate fuori casa.  
Le zucchine sono uno degli ortaggi che troviamo nella splendida stagione estiva, così ricca di frutta e di verdure. Io le ho utilizzate in questa fresca insalata insieme all'amata cipolla di Tropea e a qualche altro ingrediente di facile reperibilità: sapori che stanno molto bene insieme per un piatto leggero, colorato, nutriente e gustoso.
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Pesto di zucchine con mandorle e basilico

La ricetta di questo pesto di zucchine nasce in realtà come ricetta del riciclo perché ho utilizzato la parte esterna per un'altra preparazione e poi con ciò che è avanzato ho preparato questa salsa, impropriamente definita 'pesto', ottima come condimento di primi piatti ma anche per accompagnare altre pietanze e per essere spalmata su bruschette e tartine. 
Ricetta super veloce e super leggera che capita a fagiolo per l'appuntamento odierno con Light and Tasty dove l'ingrediente scelto sono proprio le zucchine.
Sui banchi dei mercati le zucchine si trovano tutto l'anno perché si prestano alla coltivazione in serra, ma la loro stagione naturale è l'estate. Le loro origini, come per la 'cugina' zucca, partono dall'America Centrale ma è proprio in Italia che sono state sviluppate le diverse varietà oggi diffuse su scala mondiale, tant'è che in passato questo ortaggio era conosciuto con il nome di zucca verde italiana.
Le zucchine che consumiamo abitualmente vengono raccolte quando sono ancora acerbe, perché quando giungono a completa maturazione diventano molto grandi e sviluppano all'interno una grande quantità di semi, fino a diventare immangiabili. Sono ricchissime di acqua (il contenuto supera il 90% del loro peso) e pertanto sono diuretiche e disintossicanti, ma cedono facilmente questa loro acqua durante la cottura. Sono povere di calorie, ricche di potassio, vitamine C ed E, caroteni e acido folico e hanno anche un'azione antinfiammatoria.  
Buone da mangiare da sole, sia crude che cotte, le zucchine si prestano ad accompagnare anche piatti più complessi, ai quali  apportano il loro gusto delicato.
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Melanzane light con pomodori, alici e ricotta

Violetta lunga palermitana, Violetta di Napoli, Tonda comune di Firenze, Larga Morada: sono tutte varietà di petonciani. Di cosa stiamo parlando? È presto detto: petonciano (o anche petronciano) è il nome con cui veniva chiamata ai tempi dell'Artusi quella pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee (la stessa delle patate, dei pomodori e dei peperoni) che oggi chiamiamo melanzana
Originaria dell'India, dove anticamente cresceva allo stato selvatico, la melanzana cominciò a diffondersi verso la fine del XV secolo a partire dal Medio Oriente per poi giungere in Occidente. Furono gli Arabi a scoprirla e a farla arrivare nelle colonie europee. Inizialmente venne ritenuta tossica, tanto da essere denominata Solanum insanum, ovvero malsana, cattiva. In seguito la prima parte del nome fu tramutata in mela, per cui divenne mela insana e da qui si arrivò al nome attuale. 
Di fatto la melanzana per via del suo contenuto di solanina è effettivamente tossica, se consumata cruda. 
Nel '700 cominciò ad essere apprezzata ed utilizzata in cucina. Dopo che alcuni scienziati iniziarono a declamarne le proprietà afrodisiache, i grandi cuochi delle cucine francesi si cimentarono nella creazione di piatti prelibati; contemporaneamente la melanzana divenne di uso comune anche nelle mense del popolino. 
L'Italia oggi è tra i più grandi produttori e consumatori di melanzane al mondo, con la Sicilia che da sola copre un terzo dell'intera produzione nazionale. La stagionalità delle melanzane va da giugno a ottobre, ma le varietà più comuni sono reperibili in qualsiasi periodo dell'anno. Il loro mese migliore è comunque agosto, in piena estate.
La melanzana rientra spesso nelle diete dimagranti perché ha poche calorie, presenta un basso contenuto di grassi e di zuccheri ed ha un alto contenuto di fibre, note per la loro capacità saziante; inoltre contiene sostanze amare simili a quelle presenti nei carciofi, che stimolano la produzione della bile e abbassano il colesterolo. 
Ma le melanzane hanno anche la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari perciò se vogliamo mantenerle light dobbiamo consumarle poco condite, che siano cotte al forno, lessate o alla griglia (metodi di cottura che le rendono anche più digeribili). Se abbondiamo con i condimenti otteniamo sicuramente dei piatti molto ricchi e saporiti, ma decisamente più calorici. Con gli accorgimenti giusti invece possiamo preparare delle squisite pietanze a base di melanzane e rimanere leggeri senza rinunciare al gusto.
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Rose di prosciutto con ciliegie e primosale di capra

Gustose e dissetanti, sono le protagoniste delle ricette di oggi per la nostra rubrica Light and Tasty: parliamo delle ciliegie, che in questo periodo fanno bella mostra di sé sui banchi dei mercati ortofrutticoli. 
Importate nell'antica Roma nel 72 a.C., devono il loro nome al termine greco kérasos, da cui ha avuto origine il 'cerasa' presente in molti dialetti regionali della nostra penisola. 
Il ciliegio è un albero maestoso originario dell'Europa e dell'Asia che in primavera produce una grande quantità di meravigliosi fiori di colore bianco o rosa. Esistono due specie principali: la prima produce frutti più dolci che vengono consumati al naturale; la seconda produce frutti più acidi, utilizzati prevalentemente per marmellate, succhi o liquori e meglio conosciuti come amarene, visciole e marasche.
Le varietà di ciliegie che arrivano sulle nostre tavole sono molte e si differenziano per grandezza, sfumature di colore, consistenza e sapore della polpa e periodo di maturazione. Alcune maturano già a maggio, altre invece sono più tardive e si trovano fino al mese di luglio. Ad esempio la Durone Nero di Vignola, il tipo di ciliegia forse più comune, si presenta dolce e carnosa, di grandi dimensioni, ha un colore rosso intenso che tende al nero ed è disponibile da giugno, mentre la varietà Ferrovia, caratterizzata dal colore rosso chiaro e da una polpa tenera oltre che carnosa, matura a maggio. 
La raccolta di quelle precoci avviene soprattutto nel mese di giugno, ma prima del giorno di San Giovanni, perché pare che dopo questa data diventino preda di ospiti indesiderati, le piccole larve bianche chiamate per questo motivo giovannini.
Nella mitologia greca il ciliegio era la pianta sacra a Venere, perciò i suoi frutti portavano fortuna agli innamorati e la tradizione popolare siciliana raccomanda di fare le dichiarazioni d'amore sotto un albero di ciliegio. In Cina rappresenta la bellezza femminile, mentre secondo alcune leggende sassoni le divinità che proteggono i campi dimorano proprio in questi alberi. In Finlandia il colore rosso del frutto è inteso come simbolo del peccato. In Inghilterra sognare un albero di ciliegie è presagio di sfortuna. In Giappone è il simbolo nazionale, in memoria dei valorosi guerrieri samurai caduti in battaglia: la leggenda narra che essi venivano sepolti proprio sotto alberi di ciliegio e fu il loro sangue a tramutare il colore originario dei petali dei fiori, che da bianchi divennero rosa.
Ma al di là di miti e leggende tramandati dal folklore, resta il fatto che oltre ad essere golose le ciliegie fanno bene, soprattutto perché contengono vitamina C e diversi sali minerali come potassio, magnesio, calcio e ferro, sono antiossidanti e antinfiammatorie, in più contrastano l’ipertensione, ma attenzione a non eccedere con il loro consumo perché sono anche lassative e stimolano la diuresi.
Come ho già scritto in un mio precedente post (vedi ricetta cheesecake salata alle ciliegie), essendo un frutto molto dolce le ciliegie possono essere utilizzate anche per realizzare pietanze salate; ad esempio sono ottime con il prosciutto crudo e con i formaggi sapidi a pasta molle, ed è proprio così che ve le propongo oggi. Provate e fatemi sapere 😊
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Insalata di fave, noci e Parmigiano al profumo di limone

Le fave sono ottimi legumi che la natura ci regala in primavera, uno dei pochi prodotti dell'orto che rimangono ancora reperibili solo nella loro stagione. Quando sono fresche possiamo consumarle sia crude che cotte, ma non si conservano a lungo e per averle a disposizione fuori periodo bisogna essiccarle, oppure congelarle; in quest'ultimo caso vanno sbollentate per qualche minuto, quindi bisogna farle raffreddare e poi riporle negli appositi sacchetti o in contenitori adatti alla congelazione.
Per tutto il periodo primaverile sono ottime crude ma anche bollite o cotte in padella. Dopo averle sgranate io preferisco eliminare anche la pellicina che riveste i semi, perché non amo il suo sapore e la trovo indigesta. In realtà delle fave si può mangiare tutto, anche i baccelli, che ad esempio possiamo far bollire per 4 o 5 minuti e poi ripassare in padella, oppure far stufare o ancora utilizzare per una zuppa. 
La freschezza delle fave in uno dei più classici e gustosi abbinamenti incontra sicuramente il formaggio. Fave e pecorino è un connubio perfetto sia per un semplice contorno che per un buon piatto di pasta. L'insalata di fave e pecorino è una preparazione tradizionale del periodo pasquale e delle scampagnate fuori porta. Ma anche altri formaggi di diverso tipo legano molto bene con le fave. Qui ad esempio ho voluto provare con un pezzetto di Parmigiano che avevo in frigo ed ho preparato un'insalata un po' più delicata ma ugualmente ricca di sapori. 
Le fave sono i legumi meno calorici, sono ricche di sali minerali e vitamine, aiutano ad abbassare il colesterolo e sono una buona fonte di ferro e di proteine, tanto da essere definite carne dei poveri. Più che una vera e propria ricetta, vi lascio un suggerimento: mettete insieme pochi ingredienti, in maniera molto semplice, e godetevi le ultime fave di stagione.
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