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Scaloppine in agrodolce ai mirtilli

Per la ricetta dedicata alla rubrica Light and Tasty noi del team oggi abbiamo rivisitato per voi un piatto classico della cucina italiana, ovvero le
scaloppine
Secondo tradizione, il termine scaloppina indica una fettina di carne che viene passata nella farina, cotta velocemente in padella con un grasso (burro o olio) e irrorata con il fondo di cottura a cui nel frattempo viene aggiunto vino, liquore, succo di limone o altro. Nelle regioni meridionali si usa anche mettere del pomodoro, per una versione alla pizzaiola. Non solo carne di manzo o vitello, ma anche maiale e pollame, purché si tratti di una fettina piuttosto sottile. 
Per realizzare la mia versione di oggi io ho usato l'arista di maiale, ma possiamo anche sostituirla con pollo o tacchino, che legano bene con l'agrodolce della ricetta. Per alleggerire il tutto ho evitato il burro e non ho infarinato la carne, facendo addensare la salsa a fine cottura con pochissima fecola di patate.
L'abbinamento tra frutta e cibi salati è sempre accattivante. Facile da preparare e veloce nell'esecuzione: se volete stupire i vostri commensali questa è di sicuro una pietanza ad hoc. Aggiungere un'insalatina mista di verdure di diversi colori poi non serve solo ad ottenere l'effetto "wow" alla vista, ma anche ad arricchire il piatto con sostanze nutritive che lo rendono più completo.  
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Crostatine ricotta e mirtilli

Sono innamorata della ricotta nei dolci, con questo ingrediente se ne possono realizzare tantissimi, è molto versatile negli abbinamenti e spesso viene aggiunta negli impasti per rendere più soffici le torte. 
Quella di buona qualità si distingue per sapore e consistenza. Quando è fresca e leggera è ideale per farcire. Per ottenere delle creme si può usare da sola o con l'aggiunta di panna montata, in ogni caso è bene dolcificarla con zucchero a velo, oppure con zucchero semolato molto fine, per evitare che rimanga granulosa. C'è poi da tener presente che più si aggiunge zucchero più la ricotta diventa liquida, quindi non bisogna esagerare con le quantità; in genere si calcola una percentuale tra il 30% e il 50% di zucchero rispetto al peso della ricotta. 
L'abbinamento con la frutta è vincente: sublime con gli agrumi, ottima con la frutta semiacida (come pere, pesche, albicocche, frutti di bosco), un po' meno con la frutta dolce (come banane, fichi, prugne, cachi e alcuni frutti esotici). 
Nella ricetta di queste crostatine oltre alla ricotta ed ai mirtilli, sia freschi che sotto forma di confettura, in piccola quantità ci sono le mandorle che restituiscono la loro particolare nota aromatica. 
Vi piacciono tutti gli ingredienti? Allora non vi resta che provarla!
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Indivia belga alla puttanesca

Inizia una nuova settimana, è di nuovo lunedì e oggi per la ricetta dedicata alla rubrica Light and Tasty noi del team abbiamo scelto le
insalate amare
Cicoria, rucola, scarola, indivia, radicchio, songino, cime di rapa e via dicendo hanno un effetto benefico sull'organismo, depurano il fegato, aiutano a bruciare i grassi migliorando il metabolismo e sono tanto nutrienti.
Io le porto spessissimo in tavola, in cucina sono molto versatili e consentono di preparare piatti ricchi di sapore. Per questo appuntamento con la ricetta leggera e gustosa ho scelto l'indivia belga, parente strettissima della scarola (delle differenze ho già parlato nella ricetta della scarola in padella con capperi, olive e peperoncino). Ma qui sul blog potete trovare altri suggerimenti per utilizzare anche la rucola (ad esempio in questa insalata di rucola e gamberetti), la cicoria (tortino di cicoria e patate), le cime di rapa (cime di rapa con patate e carote) o il songino insieme all'indivia belga cruda (insalata di indivia belga con arance e noci).
L'indivia belga è ottima anche cotta. Provatela in questa versione: facile e veloce, per un contorno da leccarsi i baffi, o anche come porzione per cena, o per una pausa pranzo che appaghi senza appesantire.
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Insalata di fave

Continuo a proporvi ricette con le fave. Del resto solo in questo periodo possiamo trovare quelle fresche, perciò bisogna approfittarne. A meno che non soffriate di favismo.
Protagoniste delle scampagnate primaverili, le fave subiscono un rapido deterioramento dopo la raccolta. Quelle fresche si riconoscono già dal baccello, che deve essere sodo e di un bel colore omogeneo, quindi al momento dell'acquisto prestate attenzione che non siano mollicce o macchiate di nero. Hanno uno scarto altissimo, per cui bisogna acquistarne un bel po' per ottenere la quantità che serve per la ricetta: da 1 kg di fave dopo aver eliminato i baccelli si ottengono circa 250 g di semi (c'è da dire che comunque anche i baccelli sono edibili e possono essere utilizzati per preparare, ad esempio, delle gustose zuppe). Le fave si conservano per due o tre giorni al massimo: non fate l'errore di comprarle e 'dimenticarle' in frigo perché le ritrovereste ormai rovinate
Oggi ve le propongo in una ricca insalata dai sapori mediterranei, semplice da preparare e tanto gustosa. Consiglio di accompagnare con fette di pane abbrustolito e condito con un filo d'olio. 
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Quinoa rossa con asparagi e formaggio dolce

Oggi nelle ricette della rubrica Light and Tasty vi proponiamo gli
asparagi
I più conosciuti sono di colore verde, ma esistono anche asparagi bianchi, viola e rosso-violacei. Il colore in sé non comporta proprietà nutrizionali assai diverse, ma la differenza si avverte nel sapore.
Gli asparagi sono costituiti per la maggior parte da acqua ed hanno poche calorie, hanno un indice glicemico molto basso ed essendo ricchi di fibre favoriscono il transito intestinale. Tra gli elementi contenuti c'è l'asparagina, un amminoacido dall'effetto diuretico che va a caratterizzare il forte odore dell'urina che si avverte quando si mangiano gli asparagi.
È possibile consumarli crudi, affettandoli sottilmente, ma in questo modo il loro sapore è particolarmente accentuato. Quando li acquistiamo dobbiamo prestare attenzione alle loro punte, che devono essere ben chiuse e integre; questo ci indica che sono freschi. Partendo dalla cima, si utilizza il loro gambo fino al punto in cui si flette, oltre quel punto iniziano ad essere legnosi.
Ecco la mia proposta di oggi:
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