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Cestini di prosciutto ricotta e carciofi

Nuovo appuntamento con la ricetta leggera per la rubrica Light and Tasty. Oggi l'ingrediente di cui vogliamo parlarvi è la
ricotta
Alimento abbastanza magro e digeribile, ricco di proteine e di calcio, la ricotta non è un formaggio, bensì un latticino. Ha un alto contenuto di lattosio per cui non è adatta ai soggetti intolleranti. Si produce utilizzando il siero, ottenuto a sua volta dal procedimento di caseificazione dei formaggi, che viene fatto ricuocere (da qui il nome ricotta). Le sue caratteristiche variano principalmente in base al tipo di latte impiegato: quella preparata con il latte di bufala ad esempio è la più ricca di grassi. In termini di calorie, la ricotta vaccina è quella che ne contiene meno, seguita da quella di pecora e di capra. Ma nel processo di produzione a volte vengono inserite altre sostanze come latte, panna, sale, acido citrico o tartarico, che vanno a modificare le caratteristiche nutrizionali di base.
In cucina la ricotta è largamente utilizzata sia per le preparazioni dolci che per quelle salate. Personalmente la uso tantissimo, avere un po' di ricotta in frigo è per me rassicurante, mi viene in aiuto per le cosiddette ricette salva cena ma anche all'occorrenza per un dolce sprint, da fare all'ultimo minuto. 
Per preparare questi cestini di prosciutto cotto croccante ripieni di ricotta e carciofi ho preso spunto da una ricetta trovata su Il Cucchiaio d'argento, che ho leggermente modificato eliminando i formaggi grassi previsti e aggiungendo i carciofi (col prosciutto legano a meraviglia). Sono carini da vedere e davvero facili da realizzare. Ecco come li ho ottenuti:
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Indivia belga con arancia e noci

Nuovo anno, primo appuntamento con la rubrica Light and Tasty. Oggi riprendiamo le nostre pubblicazioni, dopo la pausa delle festività natalizie. Siamo pronte a suggerirvi nuove ricette leggere e gustose, sicuramente molto utili in questo periodo. L'ingrediente della settimana è la
frutta secca 
Calorica ma preziosa, è un vero concentrato di nutrienti, presenti in maniera variabile a seconda della tipologia. Ogni frutto appartenente alla categoria ha le sue caratteristiche peculiari, ma in generale acidi grassi essenziali, proteine vegetali, vitamina E, sali minerali e fitosteroli rendono la frutta secca altamente benefica per il nostro organismo, purché consumata con moderazione.
In cucina trova largo impiego, sia nel dolce che nel salato. Personalmente amo aggiungere una manciata di frutta secca nelle insalate, che sono forse il cibo da dieta per eccellenza ma che in realtà possiamo reinventare in mille modi diversi. Ecco la mia proposta di oggi: è semplice, è di stagione, è buona e fa bene 😉
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Orzo con carciofi, pompelmo e melagrana

Siamo giunti all'ultimo appuntamento dell'anno con le ricette della rubrica Light and Tasty, che riprenderà subito dopo le Feste. Oggi vi parliamo di un frutto speciale: la melagrana.
Considerata un super food per il suo alto contenuto di antiossidanti, la melagrana è ricca di vitamine e sali minerali, è poco calorica e pur essendo molto zuccherina ha un buon contenuto di fibre, che rallentano l'assorbimento dei glucidi. 
I suoi chicchi si sposano molto bene sia con il dolce che con il salato e con il loro colore brillante abbelliscono le pietanze. Ad esempio, degli ottimi piatti da portare sulla tavola delle Feste potrebbero essere il riso con la melagrana e il pesce spada con la melagrana che trovate qui sul blog. 
Durante il periodo natalizio si eccede facilmente a tavola. Inevitabilmente si finisce per accumulare quel peso in più che si dovrà eliminare in seguito. Ma possiamo limitare i danni anche sfruttando il periodo che precede cenoni e pranzi. Come? Con un'alimentazione equilibrata che possa in qualche modo compensare gli sgarri dei giorni successivi.
Non è necessario seguire diete drastiche né tanto meno rinunciare ai carboidrati: una piccola porzione di cereali, meglio se integrali, aiuta a mantenere attivo il metabolismo basale, importantissimo per smaltire con più facilità quello che andiamo a mangiare.
Ecco la mia proposta:
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Mostaccioli morbidi al miele

I mostaccioli sono uno dei dolci natalizi più famosi nella nostra penisola, con varianti diverse da una regione all'altra. Ognuna ne rivendica la paternità, ma è impossibile stabilirla, si tratta di un dolce davvero molto antico che si è diffuso rapidamente ed è stato subito rielaborato di zona in zona. 
Il termine mostacciolo ha origini latine e si deve alla presenza del mosto d'uva cotto che veniva impastato con la farina per formare una specie di focaccia dolce. Con il tempo la ricetta iniziale si è arricchita di tanti ingredienti (a volte anche troppi per i gusti di chi, come me, ama la semplicità): mosto, miele, frutta secca, liquore, spezie e aromi vari, cioccolato e chi più ne ha più ne metta, ognuno ha una propria versione preferita del mostacciolo.
Ogni anno per Natale oltre ai classici biscotti di frolla ed ai tozzetti alle mandorle preparo sempre una piccola quantità di mostaccioli, e con i turdilli e la pitta mpigliata, dolci maggiormente legati al territorio cosentino, in casa si respira subito l'aria di questa magica Festa, che arriva puntuale con i suoi sapori e i suoi aromi inconfondibili.
Io amo il miele, e più di tutti quello di castagno. E amo il mostacciolo in versione biscottone semplice semplice, morbido al punto giusto. La ricetta che adopero? Eccola:
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Lenticchie con purè di zucca e patate (ricetta light)

Il Natale è sempre più vicino e noi di Light and Tasty vogliamo proporvi qualche spunto per le ricette delle Feste, sempre strizzando l'occhio alla leggerezza. L'ingrediente di oggi sono le
lenticchie
presenti soprattutto sulle tavole del cenone dell'ultimo giorno dell'anno, come augurio di ricchezza e prosperità per il nuovo anno che inizia. Ottime anche da sole, cotte in umido e insaporite in vari modi, si prestano ad essere accompagnate con tanto altro. Ricche di proteine e di fibre, le lenticchie, sebbene siano molto energetiche, aiutano a perdere peso e ad abbassare la glicemia.
Oggi vi propongo una versione light dei classici nidi di purè, che in genere si preparano con aggiunta di burro, uova e formaggio grattugiato e che si possono formare direttamente su una teglia, meglio se foderata con carta da forno, facendoli cuocere a 200°C per circa 20 minuti e mettendo le lenticchie dopo la cottura. In questo modo i nidi diventano più sodi e possono essere trasferiti su un piatto da portata dal quale i commensali possono servirsi.
Ma la mia preparazione di oggi doveva essere molto più leggera, quindi ho tagliato drasticamente i grassi aggiunti, sia nel purè che nelle lenticchie, ed ho usato dei contenitori monoporzione, anche questi da portare direttamente in tavola. In ogni caso bisogna che siano idonei per andare in forno, tradizionale o microonde, perché questa pietanza va servita ben calda. Possiamo organizzarci per predisporla in anticipo e scaldarla subito prima di servirla.
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