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Biscotti della nonna con cuore di confettura

La ricerca dei sapori di altri tempi riconduce ad immagini e profumi legati all'infanzia, fotogrammi di mani sapienti intente a trasformare pochi ingredienti, semplici e genuini, nei cibi che oggi nonostante gli sforzi non riusciamo più a riprodurre, non con gli stessi risultati. Perché, pur seguendo fedelmente una ricetta antica, quello che ne viene fuori assomiglia parecchio a ciò che conserviamo nei nostri ricordi, però... assomiglia. Non è "uguale". 
Sarà che la materia prima tanti anni fa era completamente diversa. In passato ogni famiglia aveva il suo pezzo di terra, perciò l'olio era quello buono, il grano veniva macinato quando serviva e la farina la si aveva sempre fresca; veniva passata al "crivu" (il setaccio) per separarne la "caniglia" (la crusca), ma se si voleva la farina bianca ("u fiuri") bisognava setacciarla più volte. Sarà che le dosi erano quasi sempre a occhio e la bilancia era l'esperienza. La frase ricorrente nelle ricette delle nostre nonne: farina = quanta ne riceve, perché le farine non sono tutte uguali, e le uova non hanno tutte la stessa dimensione di tuorlo e albume, perciò bisognava partire da queste ultime e aggiungere man mano gli altri ingredienti, lasciando la farina per ultima. 
Quella dei biscotti da inzuppo è una ricetta semplice, tramandata da generazioni, con le piccole varianti che esistono in ogni famiglia, perché si sa che ognuno ci mette un po' del suo, per adattarla ai gusti personali, ed è giusto che sia così. Sono caratterizzati dall'aspetto rustico, sono croccanti fuori e morbidi dentro, perché vengono passati nello zucchero semolato prima di andare in cottura. 
Quelli che fanno parte dei miei ricordi hanno una forma allungata, data rigorosamente a mano, con un taglio al centro. Sono biscottoni grandi e dorati a cui oggi ho voluto aggiungere una confettura bio, la Fiordifrutta Rigoni di Asiago. Quand'ero bambina io, diversi decenni or sono, la marmellata che trovavo nella dispensa poteva essere o quella di ciliegie, o quella di albicocche, oppure quella di pesche. A casa mia era così. E qual era la mia preferita? Quella che ho usato in questa ricetta, naturalmente!  
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Risotto zucca e 'nduja

Il risotto alla zucca è una tipica preparazione del Nord Italia, un piatto che proviene dalla cucina povera, quella dei contadini, e come tutte le pietanze povere, semplici ed essenziali, è straordinariamente buono. 
È la classica ricetta autunnale ed è uno dei mille modi in cui la zucca può essere impiegata in cucina. Gli ingredienti sono semplici ed economici: riso, zucca e brodo, e un po' di formaggio per aggiungere sapidità ed esaltare il gusto dolce e delicato della zucca.
In questo risotto con la zucca i sapori del settentrione incontrano un ingrediente del Sud, intenso e piccante. Quando si pensa alla Calabria, dal punto di vista culinario, la prima cosa che viene in mente è il peperoncino e con esso la 'nduja, il rinomato salame spalmabile preparato mescolando alcune parti grasse della carne di suino con abbondante peperoncino rosso.
Della 'nduja calabrese e delle varie forme di confezionamento ho già parlato nella ricetta di questo pane con 'nduja, per cui non mi dilungo. Aggiungo soltanto che con il risotto alla zucca si abbina molto ma molto bene, sostituisce il burro nella fase finale della mantecatura e fa la felicità di coloro che amano il gusto forte del peperoncino. 
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Insalata d'autunno con farro e frutta

Grappoli d'oro e grappoli neri
cadon nei cesti e nei panieri
⇋⇋⇋⇋⇋⇋⇋
e a Light and Tasty oggi si parla di
uva
un insieme di acini riuniti in un grappolo e tantissime varietà esistenti in natura, con forme e colori differenti. 
L'uva da sempre è simbolo di vita, di abbondanza e di prosperità. È un frutto energetico (100 grammi di uva fresca apportano circa 60 Kcal), ogni chicco è un vero concentrato di sostanze preziose, è ricchissimo di acqua e contiene zuccheri semplici direttamente assimilabili (glucosio, fruttosio, destrosio e levulosio), fibre, sali minerali, vitamine e anche polifenoli e tannini, questi ultimi presenti nella buccia. Dal punto di vista nutrizionale non ci sono grandi differenze tra la bianca e la nera, la scelta dipende dai gusti personali.
Per la mia ricetta di oggi ho scelto una varietà di uva senza semi. È bene precisare che non si tratta di un prodotto geneticamente modificato: la mancata formazione di semi in un frutto maturo è un fenomeno del tutto naturale che viene denominato apirenia. Gli acini di questi particolari tipi di uva hanno dimensioni ridotte rispetto a quelli che hanno il seme all'interno e fino a qualche tempo fa la loro produzione era destinata essenzialmente all'essiccazione. Sono uve apirene, ad esempio, la Sultanina e la Corinto. Negli ultimi anni è aumentata la richiesta del prodotto fresco e del resto l'assenza di semi è una comodità, sia per il consumo come uva da tavola sia per i vari impieghi che l'uva può avere in pasticceria, in cucina e nelle conserve.
La mia insalata d'autunno è un mix di frutta, verdura e cereali, un piatto unico gustosissimo che sazia senza appesantire. Provatela!
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Sformatini di melanzane con mozzarella e pomodoro

Il periodo migliore delle melanzane volge al termine, nella stagione fredda le troveremo sui banchi dei mercati ma non avranno lo stesso sapore di quelle maturate al sole, per cui approfittiamo delle ultime e gustiamole come più ci piace, sono così versatili in cucina da lasciarci solo l'imbarazzo della scelta. 
Anche oggi faccio una piccola considerazione: a quanto pare le melanzane sono molto apprezzate da chi naviga sul web in cerca di ricette e ciò che ho detto poco tempo fa a proposito delle mandorle, nel post della crostata con le mandorle, vale pure per le melanzane, giacché fra le mie ricette più cliccate restano saldamente in vetta, da molto ma molto tempo, queste melanzane al forno con patate e queste melanzane al forno alla pizzaiola, che ogni tanto si scambiano il posto ma non vogliono proprio mollare le prime posizioni della classifica.
E allora, per tutti gli amanti delle melanzane, oggi propongo un piatto semplicissimo e gustosissimo. Dopo aver visto di che si tratta, concorderete con me che in pratica è un modo alternativo per presentare una semplice polpetta di melanzane al sugo, con l'aggiunta di un cuore di formaggio. Ma l'occhio ne ha una percezione molto diversa.
Difficile resistere alla tentazione di raccogliere tutto il pomodoro, boccone dopo boccone. Ma poi, perché resistere? L'insieme è troooooppo buooonooo!
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Paillard di tacchino con champignon alla curcuma fresca

Arricchiscono le nostre pietanze con profumi e sapori invitanti. Sono le spezie, argomento delle ricette di Light and Tasty di oggi, quindi sui nostri blog troverete delle ricette particolarmente ... profumate!
Quando parliamo di spezie pensiamo subito ad aromi provenienti da terre lontane. In effetti sono prodotti ricavati da vegetali che crescono per lo più in oriente o in paesi tropicali, dei quali si usano parti diverse: corteccia, radici, foglie, bacche, frutti o semi, sia freschi che essiccati. Quando si parla di erbe aromatiche invece ci si riferisce a piante tipiche di paesi mediterranei ed europei, delle quali in genere si utilizzano parti di foglie verdi, anche qui fresche o essiccate. Ci sono poi alcuni prodotti difficili da catalogare nell'una o nell'altra categoria. Questi vengono definiti semplicemente aromi.   
Fare una stima delle spezie esistenti è un'impresa ardua, sono davvero molte, alcune facilmente reperibili nei mercati, altre quasi introvabili. In cucina vengono utilizzate per insaporire, ma hanno anche effetti benefici sulla salute: contengono vitamine, antiossidanti, sali minerali e sono totalmente prive di calorie.
Rispetto a quelle essiccate e ridotte in polvere, le spezie fresche sono molto più aromatiche. Tuttavia le prime sono certamente più diffuse e comode da usare. 
Nella mia ricetta di oggi io ho utilizzato la curcuma (fresca) e la paprika (in polvere), la prima nei funghi e la seconda nella verza, ingredienti che accompagnano questo piatto di carne dall'aspetto succulento ma in realtà molto povero di calorie e di grassi.
La curcuma è famosa per le sue proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie, ma apporta molti altri benefici al nostro organismo. La paprika ha proprietà antisettiche, facilita la digestione e rinforza l'apparato circolatorio.
Quei tocchetti di color arancione che a prima vista potrebbero sembrare carote sono in realtà pezzetti di curcuma fresca. Se riuscite a trovarla è meglio, altrimenti potete sostituirla con quella in polvere, aumentando un po' la quantità.
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