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"Sfide a Cubetti" - Grazie !!!!

Desidero ringraziare tutti coloro che nella settimana dal 20 al 26 ottobre, nella quale il tema della sfida erano le Ricette Veloci, hanno votato la mia ricetta Polpettine di pane allo zafferano con pisellini e prosciutto crudo consentendomi di arrivare fra le prime quattro più votate che vengono poi sottoposte al giudizio della giuria tecnica di Alice TV e Fratelli Beretta. 

La classifica della settimana è stata pubblicata qui:

Grazie di vero cuore a chi ha votato (e continuerà a votare) le mie ricette, alla giuria tecnica che ha deciso di assegnarmi il primo posto, a Fratelli Beretta, ad ALICE TV e a tutti coloro che in questo momento gioiscono insieme a me.

Vi ricordo che votando le ricette dei blogger potete vincere ogni settimana 1 robot da cucina Kenwood e tre cesti di prodotti Fratelli Beretta, mentre acquistando un prodotto (*) e inserendo i dati dello scontrino potete vincere ogni settimana 1 robot da cucina Kenwood Chef, ogni giorno 2 set di pentole Ballarini e, ad estrazione finale, 1 buono acquisto per una cucina Scavolini.

(*) dal 15 settembre al 7 dicembre 2014, acquistando un prodotto della gamma Cubetti Fratelli Beretta aderenti all’iniziativa (a scelta tra Cubetti di cotto, Julienne di cotto, Guanciale, Cotto Cubetti, Pancetta dolce, Pancetta affumicata, Prosciutto crudo, Speck) 


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Sbrisolona salata con Le Gruyère, zucchine, basilico e pinoli

La torta sbrisolona è un dolce delle zone settentrionali dell'Italia. E' originario della città di Mantova e il suo nome deriva dal sostantivo brìsa, che nel dialetto mantovano significa briciola. Inizialmente i suoi ingredienti erano pochi, semplici e tipici della tradizione contadina: farina di mais, strutto, nocciole oppure mandorle. Oggi con il termine sbrisolona, o sbrisolina o sbriciolata, si identificano delle torte dalla caratteristica consistenza irregolare, dovuta alla lavorazione veloce e al taglio grossolano della frutta secca utilizzata. Io sono nata e vivo dalla parte opposta dell'Italia, a migliaia di chilometri di distanza da Mantova e da tutto il settentrione, ma ciò non mi impedisce certamente di adorare questo dolce che negli anni è stato oggetto di tanti rifacimenti, fino ad arrivare anche alle versioni salate.
Ed è proprio una versione salata quella che oggi vi propongo per partecipare al 3°Contest indetto dalla squadra formata da Formaggi dalla Svizzera e Peperoni e Patate. Protagonisti di questa edizione sono l'Emmentaler DOP e Le Gruyère DOP, due formaggi d'eccellenza per tradizione, sapore e genuinità. E anche qui, il fatto di vivere a migliaia di chilometri dalla Svizzera non mi può impedire di adorare i suoi eccellenti formaggi.
Emmentaler è forse il formaggio svizzero per antonomasia, dal gusto dolce e dai caratteristici buchi che si formano naturalmente durante la stagionatura. Buchi molto grossi, grandi quanto delle ciliegie.
Le Gruyère ha invece un sapore variabile tra il dolce e il piccante, a seconda del periodo di stagionatura. Deve il suo gusto tipico anche alla crosta che viene spazzolata con acqua e sale durante la sua maturazione. E contrariamente a quanto si riscontra spesso nell'immaginario collettivo ... non ha i buchi!
Ebbene sì, anch'io (molto) tempo fa ero convinta che il Groviera fosse un formaggio con i buchi. Ma perché mai? Mentre mi ponevo questa domanda mi sono tornate in mente le immagini dei cartoni animati che guardavo da bambina: i protagonisti erano dei simpatici (e spesso dispettosi) topolini, attirati verso la trappola con pezzetti di formaggio che sprigionavano un odore a loro ben gradito e dai quali si levava una scia che si muoveva sinuosamente. Probabilmente la scena risulterà familiare anche a voi. Bé, allora potrete confermarmi che questi pezzetti di formaggio avevano SEMPRE i buchi, e pure molto grossi. E il Groviera ha un odore molto forte e caratteristico, e da qualche parte avevo sentito dire che fosse il formaggio ideale per attirare i topolini, a cui piace particolarmente (buongustai!). Forse, facendo due più due, avevo fatto mia un'errata convinzione, non so... Ma poi per fortuna i simpatici topolini dei cartoni sono sempre riusciti a sfuggire al gatto che voleva catturarli, ed io ho capito che il Groviera, i buchi, non ce li ha ! ^_^
Torniamo ai tempi nostri, lasciando da parte questi ricordi di parecchio tempo fa, e pensiamo piuttosto a gustare un meraviglioso formaggio, di proverbiale qualità e di grande versatilità in cucina. Ecco la mia proposta:
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Torta di mele sfogliata

Una classica torta di mele aromatizzata alla cannella, fatta a sfoglie ma senza pasta sfoglia. In realtà è una crostata nella quale ho inserito le mele a fettine in senso verticale, alternandole a strisce di pasta frolla. Un leggero strato di marmellata sul fondo la rende morbida al centro, il resto è formato da una base e tanti strati di frolla croccante che racchiudono l'umidità delle mele e tutto il profumo e l'aroma della cannella. Si impiega un po' di tempo in più a comporla, rispetto ad una crostata tradizionale, ma il risultato ripagherà ogni sforzo. 
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Melanzane al forno con patate


Melanzane al forno con patate. In fondo, di questo si tratta. Confesso che per trovare un titolo al post ho indugiato a lungo. Non è una vera e propria torta salata, non è uno sformato, ho solamente messo in una teglia delle fette di melanzane e di patate e poi le ho cotte direttamente in forno. Chi mi segue avrà oramai capito che le pietanze che amo di più sono quelle realizzate con ingredienti semplici, di uso comune e di facile reperibilità. Basta davvero poco per rendere speciale una ricetta in cui non ci si deve inventare nulla né acquistare chissà quali materie prime. Una bella teglia, un po' di fantasia nella composizione, un tocco decorativo finale e.. si mangia già con gli occhi. E tutto questo anche con poca spesa (particolare decisamente non trascurabile). Detto ciò, vi consiglio di provarla: è davvero buonissima, farete un figurone!
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Cookies con mascarpone e gocce di cioccolato (senza uova e senza burro)

Ecco un'altra ricetta di biscotti senza uova né burro. L'impasto è uguale a quello dei biscotti al mascarpone che ho pubblicato qualche giorno fa, la variante è rappresentata dalla forma e dall'aggiunta delle gocce di cioccolato. Semplicissimi!
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Panbrioche allo yogurt

Confesso: è la prima volta che realizzo un panbrioche con lo yogurt. Devo dire che il risultato è stato davvero fantastico. Sbirciando qua e là nel web ho trovato diverse ricette da cui prendere spunto, e alla fine ho optato per questo bilanciamento di ingredienti, omettendo le uova, togliendo il latte e utilizzando solo acqua, aggiungendo un po' di miele e diminuendo lo zucchero. Sì, perché a me la pasta brioche troppo dolce non piace... senza contare che troppo zucchero contribuisce a farla indurire, dopo la cottura. 
Ho avviato l'impasto verso mezzogiorno, e prima di cena i miei panbrioches erano in forno. Hanno riposato tutta la notte e la mattina dopo dalla cucina, durante la colazione, è partita tutta una serie di "mmmmm..." di gradimento totale. Che soddisfazione! 
Vi lascio alcune note per l'esecuzione della ricetta, qualora decidiate di replicarla: 
io ho utilizzato il mix di frutta indicato perché avevo dei residui in dispensa, ma naturalmente si può omettere, oppure si può utilizzare dell'altro. Se si opta per delle gocce di cioccolato fondente consiglierei di raddoppiare la quantità di miele nell'impasto, per bilanciare l'amaro del cioccolato. Ho utilizzato miele di acacia perché ha un sapore più neutro rispetto ad altri, ma va bene qualsiasi altro tipo. Se si utilizza uno yogurt bianco al naturale, non aromatizzato, conviene aggiungere un aroma (vaniglia, limone, ecc.). Per far ammorbidire la frutta secca ho messo del rum, in modo da renderla più profumata, ma anche qui si può utilizzare dell'altro liquore a proprio gusto, oppure ometterlo completamente. Spennellare con tuorlo e latte prima di infornare serve a far assumere un bel colore bruno alla superficie, ma non è indispensabile. In alternativa si può utilizzare dello zucchero a velo: spolverato prima di infornare formerà in cottura una leggera crosticina. Realizzare questa ricetta senza l'ausilio di un'impastatrice è abbastanza difficoltoso, l'impasto è molto idratato e rimane morbido e appiccicoso. Dopo la prima lievitazione va maneggiato con delicatezza per non sgonfiarlo eccessivamente. Ho preferito aggiungere la frutta prima di arrotolare, e non direttamente nell'impasto, perché così è rimasta tutta all'interno; diversamente, alcuni pezzetti di frutta rimangono inevitabilmente in superficie e durante la cottura si bruciano, acquisendo un sapore amaro. Cos'altro posso dirvi ... Provate, e fatemi sapere! 

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Zucca e patate al forno

Appartengo alla generazione di un tempo che fu, quando la parola "zucca" faceva venire in mente la fiaba di Cenerentola e non la festa di Halloween. A dire il vero, nelle fiabe che hanno allietato l’infanzia di tanti bambini di ieri si incontrano spesso gnomi, fate e creature immaginarie che addirittura ci vivono, dentro alle zucche. Ma oggi quando si dice zucca si pensa immediatamente alla festa che abbiamo importato dai paesi anglosassoni. In effetti questo ortaggio è originario dell’America Centrale ed è stato portato in Europa insieme alle patate, ai pomodori, al mais; nel mondo si coltivano centinaia di varietà molto simili tra loro, che maturano generalmente a fine estate. Quando è ancora intera la zucca può essere conservata a lungo, in ambiente buio, fresco ed asciutto; una volta tagliata invece va consumata in fretta, o in alternativa può essere congelata: dopo aver eliminato la buccia si taglia la polpa a dadini, si scotta in acqua bollente (oppure si cuoce brevemente in forno) e si procede alla congelazione. Ha poche calorie perché è formata per la maggior parte di acqua, ma è anche ricchissima di vitamina A e C, potassio, calcio, fosforo, betacarotene e di molte fibre. Anche i semi, che vanno consumati dopo essere stati tostati, contengono sostanze molto preziose per il nostro organismo. A tavola la zucca si presta come ingrediente di tutte le portate, dall'antipasto al dessert. Ottobre è il suo mese migliore. E allora, cosa aspettiamo? Usiamo la zucca!
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Pane di castagne (Pani 'i castagne)

Nell'antichità il grano era riservato alle tavole dei nobili e dei ricchi, mentre il popolo doveva accontentarsi dei cosiddetti cereali inferiori. In molte zone d'Italia le castagne che la natura donava in abbondanza costituivano uno dei pilastri dell'alimentazione. Oggi assistiamo, per fortuna, ad un'inversione di rotta: la tendenza è quella di mettere sempre più in secondo piano le farine raffinate per valorizzare nuovamente quelle di una volta. Il pane di castagne è uno dei prodotti tradizionali della Calabria. Veniva preparato e poi conservato per essere consumato prevalentemente nei periodi invernali, quando i paesini di montagna si ritrovavano isolati per via delle nevicate abbondanti. Ancora oggi viene prodotto da alcuni panificatori artigianali ed è possibile acquistarlo nelle botteghe delle località silane e presilane. Le pagnotte sono solitamente di piccolo taglio.
La farina di castagne si produce tramite macinazione delle stesse dopo averle essiccate, ma molti usavano invece lessarle e ridurle in purea per poi aggiungerle nell'impasto. E' un prodotto privo di glutine, quindi non è molto adatto per le preparazioni lievitate, perciò in genere per panificare si utilizza anche una parte di farina di frumento. Il pane che si ottiene è di colore scuro, è ottimo per accompagnare salumi e formaggi ma naturalmente anche creme dolci e marmellate. Variando la proporzione dei due tipi di farina si ottiene un pane più o meno caratterizzato dal sapore dolciastro e dal profumo inconfondibile delle castagne. Ecco la mia versione:
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Food Blogger Day 2.0 - racconto di un evento tra passione, piaceri e condivisione

Quando Teresa  mi ha contattato e mi ha invitato a partecipare ad un blog tour, organizzato da alcuni produttori locali della provincia di Crotone per far conoscere il territorio e le sue tipicità, non ho avuto esitazioni. Io che vivo a Cosenza, città in cui sono anche nata, a dire il vero conoscevo già quelle zone del crotonese, nelle quali mi ero recata principalmente per motivi di lavoro (quello primario, che nulla ha a che fare con il food); ma questa era una cosa diversa: un'occasione per incontrare altri food blogger e condividere con loro un pezzetto della mia Calabria, i suoi colori, profumi e sapori, la bontà e la passione di gente seria ed onesta che ogni giorno affronta la fatica di vivere e lavorare in questa terra bellissima ma impervia, e la rende migliore. E la Calabria non ha deluso, è rimasta nel cuore di tutti: siamo arrivati da varie zone d'Italia e siamo ripartiti portando con noi il ricordo indelebile di queste giornate.

(Foto dal Blog della Fattoria)

"Food Blogger Day 2.0" (sottotitolo: "Cacciatori del buono e sano cibo tra passione, piaceri e condivisione"). Sabato 20 e domenica 21 settembre 2014. Due giornate intense di visite guidate, laboratori del gusto, incontri con i produttori e riscoperta delle tradizioni rurali attraversando i territori dei comuni di Strongoli e Melissa, nella provincia di Crotone. Un meraviglioso fine settimana all'insegna della natura e della cultura, organizzato dal Gal Kroton.

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